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Etichettatura vini, Rabboni chiede a Zaia e De Castro l'impegno per modificare l'attuale regolamento europeo: "No all'indicazione dei vitigni delle Doc e Docg italiane sulle bottiglie prodotte in Australia e Stati Uniti"

19/11/2009 - Bologna -Un maggior impegno da parte dell’Europa a tutela dei vini di qualità italiani, in particolare per quanto riguarda le norme sull’etichettatura. E’ quanto chiede, anche a nome delle altre Regioni, l’assessore all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni che per questo si rivolge al ministro Luca  Zaia e al Commissario europeo Paolo De Castro. L’attuale regolamento dell’Unione europea sull’etichettatura dei vini penalizza infatti le produzione vitivinicola di qualità dell’Emilia-Romagna e di altre regioni italiane, perché permette a paesi quali l’Australia e gli Stati Uniti di riportare in etichetta il nome del vitigno utilizzato anche se questo fa parte delle Doc e Docg italiane. E’ il caso tra gli altri di alcune produzioni tipiche dell’Emilia-Romagna, quali  Lambrusco, Sangiovese , Pignoletto e Fortana . Per questo Rabboni  oggi a Roma ha avanzato la proposta, che è stata accolta da tutti gli Assessori regionali all’agricoltura, di impegnare il ministro Zaia e il Presidente della Commissione europea agricoltura De Castro ad intervenire presso la Commissione europea affinché vengano apportate le necessarie modifiche al regolamento europeo.
 “Siamo di fronte al palese tentativo – spiega Rabboni - di sfruttare sul piano commerciale denominazioni italiane che negli ultimi anni hanno riscosso un crescente successo grazie al lavoro e agli investimenti di tanti produttori. L’indicazione del nome del vitigno sull’etichetta di un vino australiano o statunitense potrebbe ingenerare confusione nei consumatori, convinti di acquistare un prodotto di qualità,   frutto di rigorosi disciplinari di produzione e al contrario, destinati a una cocente delusione al momento dell’apertura della bottiglia”.

Una precedente, analoga richiesta di modifica del regolamento sull’etichettatura dei vini avanzata da diverse associazioni di categoria italiane è già stata respinta dalla Commissione europea.

 
FONTE: Giunta Regionale - Agenzia Informazione e Ufficio Stampa