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PIL: AGRICOLTURA “CONTROCICLICA”

17/11/2009 - “Cresce dello 0,6% il Prodotto Interno Lordo (PIL), ma non per l’agricoltura. La crisi economica in atto continua a far sentire in pieno i suoi effetti sul settore agricolo”.

Lo sottolinea con preoccupazione Confagricoltura Ferrara analizzando la stima preliminare del PIL, diffusa dall’Istat, che conferma - per il terzo trimestre 2009 - una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura, in controtendenza rispetto ai settori dell’industria e dei servizi che registrano segnali di ripresa.

La flessione dell’agricoltura - ricorda l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - interrompe la ripresa produttiva del settore, che aveva caratterizzato specie il 4° trimestre 2008, quando si era registrata una crescita del 3,9% del valore aggiunto, a fronte di un calo del 6,1% per l’industria e dello 0,6% dei servizi. Aumenta pertanto l’incertezza sui tempi del ritorno su un sentiero di crescita, in presenza di difficoltà sui mercati che investono tutti i settori: dai cereali ai suini, al latte, ai bovini.

“I dati Istat - commenta il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Nicola Gherardi – sono la riprova della dinamica controciclica dell’agricoltura che assorbe i meccanismi economici in alcuni momenti e poi li restituisce dopo, facendo da ammortizzatore sociale. Quindi le attuali richieste che portiamo avanti sono non solo motivate, ma di vitale importanza per il settore e l’economia del sistema Paese”.

Relativamente ai dati comunicati in questi giorni dall’Istat riguardanti l’inflazione, si rileva ancora una lieve tendenza verso l’aumento dei prezzi al consumo dei beni alimentari (+0,6% tra ottobre 2008 ed ottobre 2009, e comunque in calo rispetto al mese scorso).

“Nel frattempo - evidenzia Confagricoltura Ferrara - i prezzi agricoli all’origine, per alcuni comparti, finalmente presentano, dopo mesi di continue flessioni, qualche segno di ripresa: il grano tenero ferrarese, alla Borsa Merci di Bologna, rispetto allo scorso mese di ottobre presenta un rialzo del 3,6%, il mais quasi del 4,6%, però ben lungi dal coprire la forte flessione su base annua che si è registrata in Provincia. Il grano tenero, ad esempio, presenta un decremento di prezzo per il produttore di circa il 12%.  Continua il decremento del prezzo del frumento duro, di quasi il 3% nell’ultimo mese e del 25% rispetto a novembre 2008. Il mercato nazionale per il grano tenero continua ad attraversare una fase di pesante «stanchezza»: È come se la maggior parte degli operatori sia in attesa che avvenga qualcosa che dia più chiara indicazione sulle prospettive. Relativamente al mais stiamo probabilmente attraversando la fase di maggiore crisi nei consumi zootecnici e le prospettive non sono purtroppo incoraggianti; buona parte del raccolto nazionale è ancora da collocare e la grande disponibilità di prodotto nei Paesi dell’Est non fa purtroppo presagire niente di buono.

“Per bilanciare le perdite finora subite dalle imprese agricole non è, pertanto, sufficiente affidarsi a modesti rialzi congiunturali – conclude Nicola Gherardi - ma sono necessari interventi strutturali e riequilibratori a sostegno dell’attività primaria”.

FONTE: CONFAGRICOLTURA FERRARA