02/11/2009 - (Bologna, 30 Ottobre 2009). Maurizio Gardini, forlivese, 49 anni, e Paolo Bruni ferrarese 50 anni, sono stati confermati per altri tre anni alla presidenza e vice presidenza vicaria di Conserve Italia, il gigante agroalimentare leader europeo nel settore dell’ortofrutta trasformata con i marchi Valfrutta, Cirio, Yoga, Derby, De Rica, Jolly Colombani, Saint Mamet e Juver. Aderente a Confcooperative, Conserve Italia può contare su 51 cooperative socie (di cui 6 ferraresi), 14.500 produttori, 12 stabilimenti (8 in Italia di cui il più importante a Codigoro) e circa 650.000 tonnellate di prodotti agricoli trasformati per un fatturato aggregato di quasi 1.100 milioni di euro.
Oltre al presidente e al vice presidente, fanno parte del Consiglio anche i ferraresi Vittorio Beccari della Coop. Maiscoltori, Roberto Cera Luciano Torreggiani della Coop. Patfrut.
“Attraverso l’importante processo di modernizzazione e razionalizzazione realizzato sia a livello societario, con numerose acquisizioni, fusioni e dismissioni, che produttive – ha dichiarato il presidente Maurizio Gardini – negli ultimi anni il nostro Gruppo ha saputo migliorare significativamente la propria struttura industriale, rivolgendo un’attenzione particolare agli aspetti sociali e alla sostenibilità ambientale”.
“Negli ultimi anni – ha affermato Bruni – abbiamo compiuto un lungo percorso diventando, oltre che sempre più ‘cooperativi’, anche più grandi e più forti. Ora però diventa irrinunciabile scrivere una pagina nuova spingendo ulteriormente l’acceleratore sull’internazionalizzazione, facendo leva, non appena le condizioni del mercato lo consentiranno, sui nostri valori, tipici della filiera cooperativa italiana”.
“Nei 12 stabilimenti del Gruppo – ha concluso il cav. Bruni – sono state trasformate complessivamente più di 647.000 tonnellate, per il 57% rappresentate da pomodoro in gran parte trasformato nello stabilimento di Pomposa, per il 23% da frutta e per il 20% da ortaggi. Le vendite a marchio si sono attestate sul 72,5%, mentre la produzione delle private label ed i prodotti destinati agli scambi industriali rappresentano il 27,5%”.
FONTE: Conserve Italia