Agreste, sottotitolo “la trasmissione dell’agricoltura ferrarese”,
è una delle trasmissioni più longeve
della tivù italiana.
Nasce infatti nel secolo scorso (la prima puntata è del marzo 1993) grazie a una collaborazione tra Provincia di Ferrara, Regione Emilia-Romagna, Centro Mathema.
Obiettivo dichiarato: fornire un servizio di pubblica utilità agli agricoltori.
Grazie alla professionalità dello staff, il risultato è stato brillantemente raggiunto:
da una ricerca di mercato risulta infatti che, andando in onda all’ora di pranzo,
la trasmissione predispone il pubblico alla pennichella post-prandiale.
Di particolare pregio la dotta citazione contenuta nel logo, dove compare una lucciola armata di lanterna, trasparente riferimento al filosofo dell’antichità Diogene: come quest’ultimo cercava l’uomo col lanternino, la lucciola di Agreste cerca l’agricoltore.
Un rimando culturale talmente sottile da risultare incomprensibile persino ai suoi ideatori.
Ha cominciato come giornalista per la carta stampata,
poi ha annunciato: "Sono alla frutta!".
La redazione di Agreste l'ha prontamente assunta come autrice e conduttrice.
Punti di forza? Tifa Spal.
(Foto di Nicola Jannucci)
Prima brillante studentessa di Umberto Eco poi apprezzata giornalista della carta stampata, ora valente autrice e conduttrice di Agreste.
Praticamente perfetta...se non fosse per quella dannata passione per il Palio!
Perfetta incarnazione del sogno italiano, è arrivato al vertice di Agreste dopo averne scalato via via tutti i gradini: cameraman, montatore, redattore, responsabile dei servizi speciali, Grande Capo. Dimostrando che con la sua determinazione può fare tutto, tranne che arrestare la progressiva desertificazione del proprio cuoio capelluto.
Già conduttore delle prime sette edizioni di Agreste, capisce che è il momento di farsi da parte il giorno in cui Riccardo Loberti cerca di investirlo con un Caterpillar. Attualmente si dedica a tempo pieno al suo ruolo di Responsabile U.O.C. Utenti Motori Agricoli, dove l'unica cosa che non torna è la parola "responsabile" !
Settant’anni ben portati (ma solo perché è nato nel 1954), Coordinatore provinciale dei tecnici di produzione integrata nonché vero e proprio motore pensante della trasmissione, di cui è stato in tutti questi anni alla base del travolgente successo. Dimostrando anche ai più scettici che i miracoli esistono veramente.
Vanta una riconosciuta esperienza nel campo dei funghi. Non distingue un porcino da un tappo di spumante ma è in grado di elencare tutti i consanguinei fino al quarto grado di parentela di ogni singola spora di ticchiolatura catturata dai suoi infernali aggeggi. Responsabile dei modelli previsionali delle principali avversità delle piante da frutto, tutte le settimane dagli schermi di Agreste formula fosche profezie su bibliche invasioni di parassiti; ipotesi che regolarmente si avverano ingenerando negli addetti ai lavori un ragionevole dubbio: ma sono i bigatti ad essere così cattivi o è lei a portare sfiga?
Giovane e promettente cameraman appassionato di auto e
luoghi bucolici ha trovato in Agreste la sintesi perfetta delle sue passioni: sempre in viaggio a riprendere la natura, si può chiedere di più? Sì dice lui, la vittoria della Juve.
Attirato con la promessa: "dovrai riprendere delle gran pere", è rimasto un po' confuso quando ha capito che si trattava di frutta...ma ormai era dei nostri!
Approda in non più tenera età all'edizione 2006 di Agreste, dimostrando che non sempre l'aumento degli anni va di pari passo con la saggezza.
E' vincitore di prestigiosi concorsi internazionali, con filmati sulle forme di vita subacquea.
Cameraman e orgoglioso di esserlo, romagnolo e
orgoglioso di esserlo, interista e orgoglioso di esserlo, padre e marito e orgoglioso di esserlo, ex giocatore di basket e orgoglioso di esserlo, ci voleva Agreste per ridimensionare il suo ego: il suo battesimo sono
state le riprese dello spandimento liquami.
Lui: "Ma non dovrò mica riprendere quella roba lì?". Noi: "Si, si, da vicino". Ma la macchina si è inceppata, e si è messa a spruzzare all'impazzata. Agreste scuola di vita.
Accantonato il sogno di lasciare la campagna bolognese per dirigere un grande museo (possibilmente il Louvre) e diventare un’affermata critica d’arte ( possibilmente come Achille Bonito Oliva), trascorre gran parte del suo tempo girovagando come addetta stampa per sfilate di moda ed eventi vip. Stanca di modelli muscolosi ed aitanti attori, è approdata ad Agreste dove ha trovato un panorama più rassicurante. Per la trasmissione cura la comunicazione, il marketing ed i rapporti con gli sponsor, dimostrando che una carriera può davvero prendere direzioni inaspettate.
A quei tempi brillante allieva del corso di laurea in Tecnologia della Comunicazione Audiovisiva e Multimediale dell’Università di Ferrara, effettuò un proficuo stage di apprendimento presso la redazione di Agreste. Comprese infatti alla perfezione gli errori da evitare nella comunicazione televisiva. Non paga dell’esperienza, si è poi laureata col massimo dei voti discutendo una tesi proprio sulla prestigiosa trasmissione agricola;
con ciò confermando un’accreditata ipotesi sociologica secondo cui i giovani di oggi non imparano niente dai propri errori.
Più che una donna, una divinità che la redazione venera sacrificandole carcasse di hard disk defunti, tower di computer fulminati, telecamere a fine corsa, e implorando la sua benevolenza ottiene miracolosamente in cambio attrezzature nuove.
Di fronte alle richieste più improbabili e alle tempistiche più
disperate la sua risposta è: "tranquilla redazione ci penso io". Santa subito.